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Sono scrittori o venditori di fumo?

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Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Chiara il Lun 14 Apr 2008, 13:43

L'altro giorno ero in libreria e mi è caduto l'occhio su un romanzo: il titolo è "ma la vita è un'altra cosa".
Non ricordo i nomi degli autori però sono due vee-jay di MTV.
Anche se la trama mi incuriosiva (parla di due amici che si mettono in viaggio per rintracciare i personaggi delle canzoni) sono sempre un po'perplessa quando gente di spettacolo si impunta nello scrivere libri.
Spesso si tratta di trovate commerciali.
La neve se ne frega di Ligabue.
Quel romanzetto assurdo di Nicolas Vaporidis, trovata per adolescenti allupate.
Persino Muccino, da cui è stato tratto il suo pseudo-film pieno di citazioni e di trovate fasulle.
E i libri di Fabio Volo: li ha scritti davvero lui o sono un lavoro di fino dei suoi editor?
Ora anche Max Pezzali (che io adoro!) ha scritto un romanzo.

Voi non pensate che dietro questi romanzi curati da gente di spettacolo ci sia solo la firma del presunto autore e tanto tanto tanto lavoro di eminenze editoriali grige ed ombrose? Non credete che investire in certi libercoli possa in un certo senso "ammazzare la cultura" e togliere spazio agli scrittori veri? Sia chiaro, questa non vuole essere una presa di posizione acritica: non metto in dubbio che ci possa essere anche qualcosa di buono nel marasma ma è una riflessione generale su cui mi soffermo spesso.
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Flatline il Mar 15 Apr 2008, 10:19

Il problema non è tanto nel fatto che questa gente possa ammazzare la cultura. Il problema è che c'è gente che compra certi libri in quanto ineducata a leggere.
Questo è il risultato di ammazzare i ragazzi con un anno di promessi sposi o tonnellate di libri di Calvino.
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Chiara il Mar 15 Apr 2008, 14:58

Io credo che i promessi sposi SI DEBBANO CONOSCERE almeno a grandi linee soprattutto se studi in certi tipi di scuole. Per quel che riguarda invece Calvino io lo amo molto, forse perchè in molti dei suoi libri parla della mia città. Concordo però pienamente con te sul fatto che non ci sia una giusta educazione alla lettura nelle scuole. Spessono vengono imposti ai ragazzi dei libri che sono assolutamente incapaci di capire e me ne sono resa conto facendo sostegno scolastico, tempo fa, a due ragazzi. Adesso tutti e due leggono abbastanza, pur non essendo divoratori assidui, e per convincerli a far ciò ho portato da loro metà della mia libreria facendoli scegliere e leggendo con loro. Piano piano si sono ottenuti dei risultati e ne sono molto felice. Cmq è vero che gli editor buttano fuori ciò che la gente chiede, ma credo nello stesso modo che sia davvero troppa troppa connivenza fra il mondo dei libri e quello della tv...
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Flatline il Mar 15 Apr 2008, 15:06

Attenzione: c'è differenza tra "conoscere" (giusto, sacrosanto e fondamentale: i promessi sposi sono letterariamente importanti, e almeno 2-3 capitoli sono STUPENDI) e "obbligare a leggere per un anno con commenti del cavolo".
Specie se con questo secondo sistema di perdi grandi autori italiani, anche contemporanei (mi viene in mente un Benni o un Baricco, o un Ammaniti)

Con tutto che ADORO la Divina Commedia, dedicargli tre anni è una follia!

(Calvino ammetto sia bravino, non eccelso come viene portato, ma bravo. Il problema è che me ne hanno fatto ingurgitare così tanto che ora mi viene il rigetto Very Happy)
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Memole il Gio 17 Apr 2008, 21:21

L'altro giorno ho chiamato l'ufficio stampa di una casa editrice molto nota perché stavo cercando di contattare una donna di spettacolo (evito i nomi che già in passato sono stata sgamata... preferisco evitare figure...).
Beh mi hanno detto che la tizia in questione non aveva scritto una riga una... Sono rimasta a bocca aperta...
Testuali parole: "Guarda non ti posso dare nessun contatto di xxx perché, ecco, non ha preso parte alla stesura del libro, quindi non posso pubblicizzarla in questo modo". A me serviva per un altro tipo di intervista, ma sospetto che non avessero neanche il suo numero di telefono...

Cmq è il marketing che sta reggendo il mondo.

Ps Uno degli autori del libro che dici è Alessandro Catterlan. L'idea sembra carina, hanno girato l'Italia ed intervistato i vari cantautori per capire se le loro "Beatrice" esistevano realmente. Le varie Sally di Vasco, Giulia delle Vibrazioni, ecc. ecc.
Certo non puoi paragonare un libro del genere ai veri libri... no?
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Chiara il Gio 17 Apr 2008, 21:24

Si a me interessava questa cosa della caccia di canzoni, poi ho letto qualche riguccia, sembrava una cosa molto giovanilistica e allegra, un po' quella che io definisco "letteratura ferroviaria" ( ... libri da leggere in treno ...) o "letteratura da spiaggia" ...
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Memole il Gio 17 Apr 2008, 21:28

Infatti... non credo abbia la pretesa di essere studiato a scuola ;o)
Io sono per la grande varietà di scelta anche se certe cose non si possono proprio guardare ...
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da iris il Gio 17 Apr 2008, 21:44

guarda chiara io penso che veri scrittori ormai ce ne siano pochi. io ad esempio nell'acquistare un libro ,noto prima l'autore. Non acquisterei mai un romanzo di un tizio che si improvvisa autore lì per caso... e soprattutto non mi faccio più ingannare dai titoli.
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da punkie il Ven 18 Apr 2008, 19:44

L'ideuzza dei due VJ non mi pare male, come dice Chiara è uno di quei libri leggeri che vanno bene quando si ha voglia di un po' di svago e magari qualche risata! però quello che io non capisco e sinceramente ormai, non tollero più, è questa mania di essere a tutti i costi "multitasking". Ormai nessuno è più solo attore, regista, cantante, stilista o scrittore, ma tutte le cose assieme...
non a caso però esiste un detto...
IL TROPPO STROPPIA (O STORPIA?) vabbè ci siamo capiti no??? Very Happy
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da lefleurdumal il Gio 08 Mag 2008, 22:23

Io credo che alla fine di veri scrittori, gente nata per fare libri, ce ne siano pochi. Molti si improvvisano, si sentono di avere talento, ma non ci sono tagliati. Scrivono storie buone da leggere quando hai la febbre, quando non vuoi pensare, quando devi leggerti per forza due righe sennò non prendi sonno. I veri scrittori ti lasciano un segno nel cuore,ti fanno riflettere. Alcuni ti cambiano la vita. I vari dj,modelle ecc ecc che scrivono,sfruttano solo il nome famoso per aggiungere guadagni al loro già cospicuo gruzzoletto.
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da andreandrea il Mar 24 Giu 2008, 02:56

La cosa è più complessa, se pensiamo che un libro cretino come i famosi "100 colpi di spazzola" è stato scritto con ogni probabilità da Costanzo (la fonte di questa informazione è più che autorevole). I libri veri sono un'altra cosa: pensiamo a Philip Roth, Murakami Aruki, Cioran, Franzen, e pochi altri. Un libro di valore è come un grande brano musicale, resiste a letture reiterate, offre livelli di lettura sovrapposti, si svela mesi, anni dopo la lettura, si appiglia al vissuto di chiunque perchè si riferisce a quegli universali dell'animo umano che solo i grandi artisti hanno scovato.
Basti pensare che in ambienti letterari girano software di composizione delle trame, nei quali basta inserire una serie di personaggi più o meno dettagliati per confezionare storie da rivestire di una buona lingua. Come farebbero altrimenti a tenere in vita i vari sceneggiati televisi che durano da decenni.
Una volta dissi a mia sorella che se la vecchiaccia di Beautiful fosse rimasta incinta io l'avrei misconosciuta dal mio parentado. Contro ogni previsione ciò è accaduto, o qualcosa di simile, ma ancora parlo con mia sorella...

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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Chiara il Mar 24 Giu 2008, 10:15

Io credo che un minimo di schematismo possa servire agli scrittori per dare fondamento alle proprie trame, ad esempio mi è servito moltissimo studiare "il viaggio dell'eroe" di Christian Voegler. Ora non brancolo più nel buio perchè ho una base tecnica per non far sembrar le mie creazioni un minestrone confuso. Ciò nonostante, cerco di non essere ingabbiata in queste pseudo-regole. Ma il problema non è questo. Il problema è che la televisione ha permeato qualunque cosa inserendosi nella letteratura. Invece di prendere a modello la letteratura e promuoverla, è diventata lei il modello della letteratura. E questo sta uccidendo quel residuo di senso che era rimasto ...
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da andreandrea il Sab 28 Giu 2008, 21:26

appunto, come dicevo quando condannavo American Psycho, se lo leggete vi rendete conto che è esattamente una sceneggiatura (come se al testo fosse sottesa la supplica "vi prego, compratene i diritti e fatene un film, perchè gli aggettivi per descrivere lo splatter li ho finiti e non mi fanno mettere immagini nel libro".
La letteratura vera è tutt'altra cosa, gli scrittori veri sono pochi ma esistono. Il vero romanzo è a più livelli di lettura, è disponibile a lettura ripetute, entra nella nostra coscienza come un virus e affina il nostro senso critico nella lettura della realtà, in particolare quando contiene dimensioni oniriche.

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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da ciacco il Mer 02 Lug 2008, 12:20

Va bene odiatemi: secondo me Calvino è un grande, MAnn di più, e i I Vicerè di De Roberto alta letteratura. Ho letto (anzi divorato ) Tolstoj a 14 anni e non mi sono rimasti traumi visibili. La divina commedia andrebbe letta, riletta e pure mandata a mente (magari insieme a un po' di Cecco Angiolieri, chè alemno si possono fare due risate). A manzoni bisognerebbe dare "foco", ma dopo averlo studiato benino, magari con meno commenti sulla "purezza di Lucia" e più indagini sulla lingua. Non potrò mai accettare il concetto secondo il quale la gente non legge perchè durante gli anni della scuola le sono stati imposti libri difficili, lontani dal suo sentire o altro. Se così fosse non leggerebbe nessuno e, soprattutto, si stamperebbero solo cose di sport, sesso e poco più (ops, succede vero?). Insomma io ho odiato degli anni D'Annunzio, però me lo hanno sempre imposto, e piano piano, inquadrandolo insieme ad altre letture ed ad altre esperienze ho imparato ad apprezzarlo a "sentirlo" per quello che è e per quello che dà. Non è Montale ok e allora?
Non sono d'accordo nemmeno sul fatto delle sceneggiature, Pirandello ha scritto molto per il teatro, ma i 6 personaggi si leggono bene, sono piacevoli anche se non rappresentati (ovvio non tanto quanto, ma piacevoli). Il punto è che Pirandello aveva talento, arte e mestiere, e pensava all'opera priam che alla cassetta, non mi sembr ache sia la molla che spinge molti, oggi dì

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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Chiara il Mer 02 Lug 2008, 12:22

Perchè dovrei odiarti?????? Io conosco a memoria tutta la letteratura di Calvino, inizialmente incuriosita per il fatto che sia cresciuto nella mia città, successivamente appassionata dalle letture metaforiche che si possono dar dei suoi testi e dalla bellezza di certe sue descrizioni!
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Messaggio Da ciacco il Mer 02 Lug 2008, 12:43

Mah chiara da quello che ho letto non mi è sembrato che appreziate molto i classici. Io invece mi ci rifugio spesso e volentieri. Inoltre, per quanto possano essere lunghi e a volte "lenti" rispetto alle nostre abitudini certe opere, trovo che non si possa leggere un libro per stralci, sarò io, ma una cosa che cancellerei assai volentieri sono le antologie, le raccolte di brani e simili. Ti immagini uno che legge di PAscoli solo "Solone"? penserà che è un poeta minore che copia D'ANnunzio, e invece no, però il nostro poeta delle "piccole cose" una piccola botta di grandeur ce l'ha avuta o no?

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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Chiara il Mer 02 Lug 2008, 12:44

è vero, a me non piacciono i classici, ma calvino è un'eccesione Very Happy
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Matti-chan il Mer 02 Lug 2008, 12:55

Dipende, ci sono classici e classici e momenti adatti a leggerli e capirli.

Per esempio i Malavoglia al liceo non lo sopportavo, l'ho riletto poi anni dopo e mi è piaciuto molto. Idem per i promessi sposi o simili.

Calvino mi piace molto e mi piacce anche la sua raccolta di fiabe italiane.

Per gli stranieri Swift con i suoi viaggi di gulliver, Verne e Melville sono eccezionali, per non parlare poi del Signore degli anelli o della saga di Dune.

Andando ad epoche remote trovo molto bella anche l'Odissea e non mi dispiacerebbe leggere la saga di Camelot.

e voi? qualche malloppone da consigliare?
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da ciacco il Mer 02 Lug 2008, 13:07

Io con l'Iliade ci ho provato, ma non l'ho ancora finita. LA divina commedia invece te la consiglio davvero, ma non cadere nella tentazione di leggerti tutte le note a piè di pagina o di scegliere un'edizione che non ne abbia. Sono terribili, ma fondamentali per certi riferimenti che, perso il contesto, rendono ostica la comprensione di certe terzine. Ancora consiglio i Buddenbrook di Mann e la loro versione (pseudo?) mediterranea dei Vicerè di De Roberto (a maggior ragione se hai rivalutato Verga), e Guerra e PAce se non l'hai letto (e se non ha visto pessime riduzioni televisive), non è il Tolstoj migliore secondo me, ma merita sempre. E ancora Tom Jones di Fielding o qulacosina di Shakespeare (se non ti spaventa)...insomma di malloppi in giro ce ne sono tanti

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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Roberta il Mer 02 Lug 2008, 13:57

x ciacco: mann??? oh dio, io al liceo lo odiavo! mi sa di macabro e poi il decadentismo è un periodo letterario da me odiatop, infatti non mi piace molto d'annunzio anche se mi dicono che è bellissimo.
io invece adoro verga, ho letto tutti i romanzi e quasi tutte le novelle, ma italo svevo e pirandello sono i miei prediletti. "senilità" è il mio romanzo preferito, l'ho amato e mi sa che voglio rileggerlo assolutamente. di pirandello invece mi piacciono tutti, sia uno nessuno centomila che ho letto tantissimo tempo fa, sia il fu mattia pascal. anche mia madre dice che i vicerè e guerra e pace sono bellissimi. infatti, li voglio leggere...dopo che finisco "firmino"|
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Messaggio Da iris il Mer 02 Lug 2008, 14:05

ma è normale che io in vita mia ho sempre letto autori americani o inglesi? Boh

anche il mio romanzo è impostato a stile americano. Credo che abbiano una perfida immaginazione... Smile
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Messaggio Da ciacco il Mer 02 Lug 2008, 14:39

E invece io Verga proprio non riesco ad apprezzarlo. PEr carità stile, idea, valore storico...ma duepalledue. Svevo invece è un mito, s euno riesce a leggersi (in ordine) Una vita, Senilità e LA coscienz adi Zeno non solo legge tre bei libri (una vita, insomma), ma trova un progetto unico magistralemtne svolto e pure di un "ottimismo" che fa sperare. In tema mittle europa poi, ci sarebbe quel bel tipino di Kafka, mai provato?
PEr Iris, invece, confesso che, tolti i thriller di cui sono appassioanta, non amo molto gli americani: Steinbeck certo (Of mice and men, in particolare), Fitzgerald, Dos PAssos, Heminguay, ma poi? PEr esempio non mi piace molto Henry James. PErò adoro Truman Capote da Colazione da Tiffany ad A sangue freddo.
HAi qualcosa da consigliarmi?

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Messaggio Da Roberta il Mer 02 Lug 2008, 15:05

x ciacco: il grande gatsby è uno dei libri + belli che ho letto in vita mia!!! l'hai letto vero?
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Re: Sono scrittori o venditori di fumo?

Messaggio Da Roberta il Mer 02 Lug 2008, 15:30

volevo sapere se qualcuno di voi ha letto mai l'ulysses di Joice, visto ke si parlava anche di letteratura inglese. io ricordo che la storia, studiata l'anno scorso al liceo, era piuttosto appassionante (nn a caso trae spunto dalle tecniche letterarie di svevo che adoro!).
per quanto riguarda la letteratura italiana, invece, Pavese com'è? io tempo fa volevo leggere " La luna e i falò" ma alla fine non l'ho + fatta.
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Messaggio Da Chiara il Mer 02 Lug 2008, 15:36

Si l'ho letto è pesante ma stupendo Smile
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