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Storie di aquile diventate polli

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Storie di aquile diventate polli

Messaggio Da Chiara il Lun 16 Giu 2008, 00:27

Qusto articolo voleva essere, inizialmente, il racconto di una storia precisa.
Poi, mi sono lanciata in un discorso più ampio riducendo la vicenda iniziale a 10 righe.
Comunque mi è uscito molto molto di getto.
Mi piacerebbe proprio se lo leggeste e soprattutto vi esorto a raccontare voi storie di aquile diventate polli, perchè è questo lo scopo dell'area people.

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Re: Storie di aquile diventate polli

Messaggio Da Ambra il Gio 19 Giu 2008, 15:23

Articolo interessante, Chiara, come al solito.
E che fa tristemente riflettere.
Guardando i ragazzini di oggi, mi rendo conto di quanto l'appartenenza ad un gruppo riesca ad annientare la personlità del singolo.
Questo mi spaventa e mi mi chiedo se anche noi (intendo la nostra generazione),eravamo così.
La risposta è negativa.
Pur avendo un mio gruppo, non sono mai arrivata al punto di annullare me stessa, le mie idee, per sottostare alla volontà di altri o per compiacerli.
La mancanza di un giudizio proprio e il sentirsi "vivi" in quanto facenti parte di un "branco" mi lascia basita.
Non riesco ad attribuire una colpa ben precisa a nessuno.
Di chi è...dei genitori, della "società" (ma la società è fatta di singole persone), del mutamento dei tempi, o di tutto ciò mescolato?
Una delle cose su cui vale la pena riflettere, secondo me, è il ruolo che queste nuove generazioni avranno in futuro...
Come si può essere tranquilli se non hanno valori, morale, educazione?
Per fortuna voglio pensare e sperare che una parte sarà sicuramente
sana e integra.
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Re: Storie di aquile diventate polli

Messaggio Da bradipa il Mar 01 Lug 2008, 12:52

in sociologia i gruppi di coetanei si chiamano GRUPPO DEI PARI

Nel corso dell’adolescenza il gruppo dei coetanei si afferma sempre più
come principale punto di riferimento per l’adolescente, che cerca al di fuori della famiglia sostegno sociale ed affettivo (1), nel tentativo di acquisire una maggiore indipendenza.
Il gruppo dei pari condiziona decisamente anche gli stili di vita e gli atteggiamenti legati alla salute, influenzando e rafforzando regole e valori, stabilendo un’identità culturale e sociale e fornendo modelli di comportamento. L’influenza dei pari sulla salute è complessa, dal momento che può rappresentare un fattore sia di protezione che di rischio. Essere apprezzati e accettati dai propri amici rappresenta un punto fondamentale nello sviluppo della salute dei giovani e coloro che non sono socialmente integrati hanno più probabilità di manifestare problemi di salute fisica ed emotiva (2). L’isolamento dal gruppo
dei pari durante l’adolescenza può portare a sensazioni di solitudine e a disturbi di tipo psicologico (3). I rapporti con gli amici tendono a migliorare le abilità sociali e a rafforzare la capacità di affrontare eventi stressanti (4).

Tratto da http://www.crrps.org/allegati/117/file/03%20-%20Indagine%20-%20cap.%203.pdf

il gruppo dei pari, quindi, è il momento di passaggio dalla famiglia alla società (cosa che cmq già avviene con la socializzazione scolastica). Il ragazzo, quindi, impara a farsi accettare dagli altri, anzi ne sente una forte necessità. questo molto spesso interferisce nella creazione della personalità della persona: durante l'adolescenza la personalità ancora non è formata e questo è un momento fondamentale. i valori e la morale diventano quelli del gruppo, condividerli è necessario per essere accettati.
è un momento difficile e delicato, questo, ma un momento in cui volenti o nolenti passano tutti (anche noi).
una cosa, si suol dire che i ragazzi di oggi "non hanno valori", la cosa è sbagliata, perchè loro hanno valori diversi rispetto agli standard della società.... mi spiego meglio, per un ragazzino può essere cmq un valore passare il pomeriggio davanti alla play station, per lui è giusto ed è moralmente accettabile così. diverso è che i "grandi" questo comportamento lo vedano sotto un'ottica diversa, ma lui non è che non ha valori, semplicemente ne ha di diversi.
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Re: Storie di aquile diventate polli

Messaggio Da Chiara il Mer 09 Lug 2008, 12:15

Sicuramente il confronto con il gruppo dei pari è fondamentale per la socializzazione e privare completamente un adolescente di questo confronto è serimanete dannoso per la sua crescita. Lo vedo con alcuni miei ex compagni del liceo, che nell'adolescenza sono stati isolati, e ora sono adulti "impediti", tagliati fuori da qualunque cosa. Ma il loop sta nel far sì che questo confronto si collochi ad un livello di equilibrio permettendo alla personalità di nascere in modo consapevole, tramite un confronto, e non con un mero meccanismo imitativo. Questa secondo me è la sfida educativa più grande per chi si occupa di pedagogia ...
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Re: Storie di aquile diventate polli

Messaggio Da Chiara il Mer 16 Lug 2008, 11:05

Ecco.

Ho un esempio che mi ha fatto venire in mente questo post.

Qualche tempo fa quando era venuta fuori una storia di droga nella compagnia di una persona a me cara, c'era una ragazza con la quale avevo particolarmente legato che si era scagliata a pesce contro l'uso di certe sostanze, ed io credevo di aver trovato una persona con dei valori.

Ieri è venuto fuori che anche lei ha iniziato a tirar di coca, perchè una sera "aveva 380 euro" e ne sono rimasta molto delusa: è vero che ognuno è libero di mandare al cesso la sua vita come vuole, però è triste veder qualcuno che crolla così sotto le pressioni del branco
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