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è possibile essere no-global?

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è possibile essere no-global?

Messaggio Da Chiara il Gio 12 Giu 2008, 18:44

Ieri, qui dove lavoro, c'è stata l'ennesima buffonata dei no-global Pazzo Hanno costruito un muro di mattoni dipinto di oro e fatto danni per un bel po' di migliaia di euro. Questo perchè? Perchè c'era l'EIRE: una mostra rivolta ai grandi operatori immobiliari, che decideranno come impostare i lavori in quel di Milano, in occasione dell' EXPO. Tutto ciò mi sembra una gran buffonata. Non ci si può definire no-global, nel post-modernismo, perchè la globalizzazione l'abbiamo nel sangue. Tutti. Volenti o nolenti. Viviamo in società multi-etniche, i principi basilari del viver quototidiano si basa sull'interconnessione, sullo scambio, non si può sottrarsi a tutto ciò perchè farlo significherebbe distaccarsi dal mondo reale. Anche io sono contraria all'invasione dei paesi poveri da parte dei paesi ricchi, sullo sfruttamento, l'istallazione di multinazionali and so on ... ma a mio avviso non ci si rende conto che, paradossalmente, la globalizzazione ha favorito il pluralismo. Può sembrare un controsenso, ma la conoscenza, l'apertura ad altre culture e ad altre realtà, sono state possibili solo grazie ai flussi migratori e alla potenza della rete... Sono stanca e scrivo x far passar i minuti che mi dividono dal timbro, ma spero di essere ugualmente riuscita ad esprimere il concetto ...
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da iris il Gio 12 Giu 2008, 18:51

Io non la sopporto quella gente. quindi cerco di non esprimermi più di tanto perchè non vorrei esagerare. Unz
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da alphafarfallina il Gio 12 Giu 2008, 18:53

non ho ben capito l'episodio del muro Very Happy comunque secondo me molto spesso le persone che si definiscono no global sono global nel senso che sono più aperte allo scambio interculturale, cioè in verità sono molto più no global per esempio..i leghisti Very Happy che i no global della bandiera della pace per intenderci

Credo che il concetto di no global sia un po' travisato molto spesso usato a casaccio, lo scambio tra culture è una cosa lo sfruttamento un'altra e credo che pur non potendolo fare al 100% si possa comunque cercare di vivere nel proprio piccolo più correttamente nei limiti imposti dalla modernità ovviamente

cioè nel senso che ci sono tanti piccoli gesti quotidiani che potremmo fare..per esempio quando dico che io e il mio Smack siamo senza macchina spesso ci guardano come se fossimo pazzi..beh ci muoviamo sempre e solo in bicicletta e non siamo mai morti mentre ho visto persone giovani e in salute a Milano prendere la macchina per andare da porta genova a piazza 24 maggio per fare un esempio. Poi nessuno pretende per esempio che se lavori fuori città non devi prendere la macchina, però ci sono tantissimi sprechi che potrebbero venire evitati, con un minimo di sacrificio. Però per fortuna ho visto che nelle generazioni nuove si sta sviluppando una nuova coscienza più partecipe e realistica nei confronti di tanti problemi (ovviamente non in tutte le fascie) un nuovo modo di vivere, il mondo cambia in peggio in meglio ma cambia e non possiamo sempre fossilizzarci,dobbiamo cambiare con il mondo.

Molto spesso tra le persone che aderiscono ai movimenti cosiddetti no global si trova molta aggressività e incapacità di dialogo ma questo penso sia dovuto al fatto che si sentono troppe e tante bestialità e dimostrazioni di ignoranza e incapacità di ragionare che esasperano, anche se cmq non approvo appieno il movimento no global.

Non credo che nei movimenti politici o simili si possa trovare nè onestà nè verità, l'unica cosa che possiamo fare è riflettere nel nostro piccolo e cercare di usare di più la testa.


Ultima modifica di alphafarfallina il Ven 13 Giu 2008, 17:06, modificato 1 volta
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da bradipa il Gio 12 Giu 2008, 19:50

bè no-global non vuol dire precludersi al multiculturalismo, il movimento, invece, lotta contro le disuguaglianze economiche causate proprio dalla globalizzazione economica. il punto è questo.
io mi considero no-global o new-global, a parte le etichette, quello che credo è che il multiculturalismo è una cosa bellissima, stupenda, però bisogna fare attenzione allo strapotere economico: nell'epoca della globalizzazione hanno più facilità a muoversi le merci e il denaro e non le persone.
a cosa sono contraria? allo strapotere delle multinazionali, allo sfruttamento nord- sud ecc ecc ecc ecc potrei continuare per pagine e pagine....
per ultimo condivido tutto ciò che ha scritto alpha Very Happy
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da Chiara il Gio 12 Giu 2008, 20:15

Anche io concordo pienamente con Alessandra.
Essere contrari allo sfruttamento nord-sud è un conto ma gli estremismi sono sempre dannosi.
Io penso a quando facevo volontariato e ad uno dei motivi per cui decisi di lasciare: molte persone che lavoravano lì perdevano un sacco di tempo in manifestazioni e in CAZZATE POLITICIZZATE che non servivano a una benemerita mazza per lo scopo per cui eravamo lì, ovvero aiutare dei ragazzi cresciuti in un contesto di disagio.
Se tutto quel tempo e tutte quell'energie loro le avessero impiegate per lo scopo e non per far del vile proselitismo, se ai ragazzi avessero insegnato a leggere e a non drogarsi invece che a boicottare la nike, sicuramente i risultati sarebbero stati maggiori. Invece il loro indottrinamento fine a sè stesso era la cosa peggiore, perchè inculcare dei contenuti in una persona che non ha le basi culturali per fare discernimento è come costruire una casa a partire dal tetto e non dalle fondamenta o, peggio, è come riempire d'acqua un vaso vuoto ....
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da Matti-chan il Gio 12 Giu 2008, 22:00

Sono daccordo con farfallina e tengo a precisare che il termine no-global è stato inventato dai giornali al preciso scopo di screditare davanti all'opinione pubblica chi è contro il capitalismo, in quanto questo termine travisa completamente gli intenti delle persone che vi sono additate.

La manifestazione del muro era poi un modo fantasioso di manifestare contro le speculazioni edilizie che subirà Milano nei prossimi anni causa dell'expo, contro cose assurde come la costruzione di un nuovo centro espositivo in un'area contigua al nuovissimo centro di Rho.

Va detto poi che la manifestazione era del tutto non violenta eppure i ragazzi sono stati ad un certo punto caricati a manganellate dalla polizia. Inoltre i presunti danni da migliaia di euro a mio parere sono stati ben gonfiati, visto che si sono limitati a delle scritte fatte con lo sprai.
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da bradipa il Ven 13 Giu 2008, 00:07

Chiara ha scritto:Anche io concordo pienamente con Alessandra.
Essere contrari allo sfruttamento nord-sud è un conto ma gli estremismi sono sempre dannosi.
Io penso a quando facevo volontariato e ad uno dei motivi per cui decisi di lasciare: molte persone che lavoravano lì perdevano un sacco di tempo in manifestazioni e in CAZZATE POLITICIZZATE che non servivano a una benemerita mazza per lo scopo per cui eravamo lì, ovvero aiutare dei ragazzi cresciuti in un contesto di disagio.
Se tutto quel tempo e tutte quell'energie loro le avessero impiegate per lo scopo e non per far del vile proselitismo, se ai ragazzi avessero insegnato a leggere e a non drogarsi invece che a boicottare la nike, sicuramente i risultati sarebbero stati maggiori. Invece il loro indottrinamento fine a sè stesso era la cosa peggiore, perchè inculcare dei contenuti in una persona che non ha le basi culturali per fare discernimento è come costruire una casa a partire dal tetto e non dalle fondamenta o, peggio, è come riempire d'acqua un vaso vuoto ....

chiara l'impegno politico non è una cazzata, cercare di diffondere le proprie idee con una o più manifestazioni o atti simbolici non è una cazzata, ma è l'esercizio del proprio diritto di poter dissentire da alcune logiche. la maggior parte di quelle azioni sono simboliche e non violente, l'unica violenza, spesso e purtroppo, è della polizia. per ultimo, fare volontariato è una bella cosa, ma se è assistenzialista non serve a niente, serve quando ti adoperi per cambiare le logiche del sistema che non va, e poi una cosa non esclude l'altra.
io ne sono un esempio, faccio politica e ho fatto talmente volontariato che mi scordo pure le cose che ho fatto.
cosa ti dice che la gente che boicotta la nike è drogata??????? la nike viene boicottata perchè ha una politica del cavolo con i suoi dipendenti, anche questa è cultura, è sapere. idem per nestlè, unilever ecc ecc ecc... io boicotto, non sono una drogata, mi impegno politicamente e faccio anche volontariato, non dico di essere un modello da seguire, ci mancherebbe, ma dico che una cosa non esclude l'altra, anzi, se davvero vuoi cambiare devi agire su più fronti e io manifesto, faccio politica e vado anche in africa, parlo con i barboni, lavoro gratis alla caritas, ma faccio anche politica sennò sarebbe mero assistenzialismo e l'assistenzialismo mette semplicemente delle pezze sul problema, ma non lo risolve.
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da Roberta il Ven 13 Giu 2008, 09:56

iris ha scritto:Io non la sopporto quella gente. quindi cerco di non esprimermi più di tanto perchè non vorrei esagerare. Unz

ti quoto! Very Happy
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da Roberta il Ven 13 Giu 2008, 10:01

vorrei sapere se tutti quelli che sono contro le multinazionali....bevono coca cola......o si comprano scarpe della nike o adidas....
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Messaggio Da Chiara il Ven 13 Giu 2008, 10:15

bradipa ha scritto:

chiara l'impegno politico non è una cazzata, cercare di diffondere le proprie idee con una o più manifestazioni o atti simbolici non è una cazzata, ma è l'esercizio del proprio diritto di poter dissentire da alcune logiche. la maggior parte di quelle azioni sono simboliche e non violente, l'unica violenza, spesso e purtroppo, è della polizia. per ultimo, fare volontariato è una bella cosa, ma se è assistenzialista non serve a niente, serve quando ti adoperi per cambiare le logiche del sistema che non va, e poi una cosa non esclude l'altra.
io ne sono un esempio, faccio politica e ho fatto talmente volontariato che mi scordo pure le cose che ho fatto.
cosa ti dice che la gente che boicotta la nike è drogata??????? la nike viene boicottata perchè ha una politica del cavolo con i suoi dipendenti, anche questa è cultura, è sapere. idem per nestlè, unilever ecc ecc ecc... io boicotto, non sono una drogata, mi impegno politicamente e faccio anche volontariato, non dico di essere un modello da seguire, ci mancherebbe, ma dico che una cosa non esclude l'altra, anzi, se davvero vuoi cambiare devi agire su più fronti e io manifesto, faccio politica e vado anche in africa, parlo con i barboni, lavoro gratis alla caritas, ma faccio anche politica sennò sarebbe mero assistenzialismo e l'assistenzialismo mette semplicemente delle pezze sul problema, ma non lo risolve.

Raffa io non ho assolutamente detto che chi boicotta la nike è drogata, trovami la frase in cui l'avrei scritto forse sono stata fraintesa Surprised Sad Non mi ricordo molto bene cosa ho scritto perchè ieri ero di corsa e molto stanca, però mi riferivo ad un episodio ben preciso di quando facevo volontariato: un ragazzino (che attualmente si trova in riformatorio) aveva seri problemi di droga ma i miei colleghi o presunti tali, durante le riunioni, dicevano "Mohamed usa i soldi dello spaccio per comprarsi i vestiti firmati e i telefonini fighi, bisogna fargli capire che i valori non sono questi eccetera..." E parlavano di un ragazzo che a quindici anni NON SAPEVA LEGGERE!!! Secondo te sono queste le priorità? Io non condanno l'impegno politico in sè, perchè io stessa, nel momento in cui ho deciso di fare volontariato in un certo ambiente, mi sono in un certo senso schierata contro alcuni principi e contro alcune logiche, nonchè a favore di altri principi e di altre logiche. Quello che mi dava fastidio, nell'ambiente in cui operavo, è che molte persone che erano lì travisavano comunque le ragioni del nostro impegno e le finalità dell'associazione per cui lavoravamo che erano fondamentalmente: 1) migliorare le condizioni abitative del quartiere (e questo comportava, in un certo senso, un impegno anche politico, perchè il contatto con le istituzioni era continuo e costante, da parte mia più comunicativo che dimostrativo, ma comunque importante) 2) fornire sostegno scolastico ai ragazzi e insegnare loro dei valori e dei principi assolutamente fondamentali per farsi strada nella vita. Per me, insegnare, ha sempre significato far sì che la persona che avevo di fronte maturasse un metro di giudizio autonomo il che significava, quando si affrontava un argomento, presentare sì le proprie posizioni, ma mettere al corrente la persona anche delle alternative ideologiche in modo che, qualora fosse interessato o curioso, potesse documentarsi, approfondire l'argomento e maturare una posizione propria. Il volontariato, in certi ambienti, non deve servire a fare proseliti, perchè il problema di certe persone è proprio l'incapacità di staccarsi da un branco. E noi vogliamo metterli in un altro branco? ...
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Messaggio Da ciacco il Ven 13 Giu 2008, 10:23

Allora questo è quello che penso: c'è una grande confusione sia in chi è no global che in chi è contro i no global, spesso. La globalizzazione (chiamiamola così anche se il termine fa schifo) è un processo anche e soprattutto economico che è difficilmente reversibile, quindi dire no è inutile e assomiglia alle bizze di mio figlio che strilla perchè vuole prendere la sua ombra sul muro. Dire che la globalizzazione è bella e va bene tout court, è più o meno uguale. Certo è facile vedere le cose in bianco e nero, ma falsa e parecchio la realtà dei fatti. La globalizzazione (anche economica) è un'opportunità e come tale va considerata, ha bisogno come tutti i processi di essere governata e governata bene e qundi ben vengano i boicotaggi alla Nike che magari" si ricorda" a chi fa cucire le sue scarpe e quanto gliele paga, idem per la COca COla che forse la smette di fare picchiare a sangue i suoi operai messicani perchè vogliono dotarsi di sndacati (o vigila su chi lavora per lei in quei paesi e gli impedisce certi comportamenti). Soprattutto bisognerebbe impedire alla multinazionali di "brevettare" cose che rappresentanto la coltivazione tradizionale di un popolo o una regione (mi smebra fosse pepe, ed era in India) e altri "colpi di mano" di questo tipo. Bisognerebbe insomma mettere un bel correttivo non ideologico e non astratto a quel "capitalismo" che presiede ormai ai meccanismi globali. Non mi paicciono quelli che sono "contro" e non sanno bene nemmeno contro cosa, o sono contro e non riversano nella loro vita quello che predicano per le vite altrui. PErdonatemi ma per me sono solo altri "Missionari". Idem per il viceversa. Io odio anche gli squali che si basano solo sulla logica del profitto e del profitto a breve termine, depredando e raziando, o semplicemente facendoci pagare l'acqua minerale (che non compro) cifre folli quando siamo uno dei paesi con più sorgenti solo perchè lo stato se la fa pagare una miseria come concessione e non pone paletti sui loro ricarichi (v. Nestlè)
PEr quanto riguarda il multiculturalismo poi, bisonga superare un gap, se tutto circola, circolano anche le persone e le culture si "imbastardiscono", non mi sembra che a molti questo piaccia. ALlora che facciamo? CHi è che vuole chiudere e chi vuole aprire? NOn aprlo della LEga, eprchè mis embra che oltre a non volere "gente in giro" abbia anche una politica abbastanza protezionistica, perdonatemi il termine più coloniale che globalizzata: io voglio venire a casa tua a delocalizzare le mie imprese (bellini gli italiani, ma quanto costa il lavoro!, il hce è pure vero) a beneficiare di certe tue materie prime che mi "comodano" e magari a venderti la mia robetta, ma te raus a casina tua. PArlo di chi fa tanto il liberale a sproposito.
P.S: comunque Casarini con il bichciere logato Coca COla fu un autogol bellissimo

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Messaggio Da Er_Mandrake il Sab 14 Giu 2008, 15:34

Roberta ha scritto:vorrei sapere se tutti quelli che sono contro le multinazionali....bevono coca cola......o si comprano scarpe della nike o adidas....

Questo me lo chiedo anche io, ho visto nei filmati gente ke protestava con il giubbino D&G -.-
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Re: è possibile essere no-global?

Messaggio Da Mastro Sentimento il Sab 19 Lug 2008, 23:26

Questo è un argomento che reputo molto interessante.
Come già detto da molti, la globalizzazione che viene contestata dai no-global, non è la globalizzazione culturale e il melting pot che ne potrebbe derivare.
Il sistema reale che viene contestato è l'ondata di neo-liberismo sfrenato che crea, proprio perchè non regolamentato, immensi squilibri socio-economici tra i cosidetti paesi del primo e terzo mondo.
Un esempio potrebbe essere la questione sorta tra la Novartis (multinazionale farmaceutica) e il governo indiano nel 2007.
Il governo indiano infatti produce farmaci generici (ade esempio anti-retrovirali HIV), quindi a basso costo che servono circa l'80% dei paesi poveri. La Novartis appellandosi ad una questione di brevetti, intenta una causa contro l'India.
Fortunatamente la questione si è risolta positivamente, ma se la Novartis avesse vinto la causa, l'India avrebbe dovuto drasticamente calare la produzione di farmaci a basso costo, con un conseguente innalzamento dei prezzi dei farmaci salvavita, ed un'altrettanto conseguente peggioramente delle già precarie condizioni socio-sanitarie di moltissimi paesi che i farmaci Novartis non se li possono permettere.
Questo riportato è un esempio di un fatto (peraltro abbastanza pubblicizzato http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/comunicati_stampa.asp?id=1357 ) che molte persone reputano assurdo, in nome di una presunta legalità economica si paragona un gigante ad una formica e si pretende diritti e doveri uguali a condizioni di partenza disastrosamente inique.
Sono pienamente concorde poi con la frase di Chiara "gli estremismi sono sempre dannosi", le ricordo però che anche il "moderatismo" è una forma di estremismo che sta prendendo piede parecchio nell'attuale situazione politica.
Credo che molte forme di dissenso praticate dai no-global siano assolutamente legittime, credo ad esempio nella contro-informazione (se non fosse saltato fuori il casino sui palloni cuciti dalla Nike, la situazione si sarebbe modificata?), approvo in generale il modello di contrapposizione ad una cultura basata unicamente sul profitto.
Credo inoltre sia una stortura mediatica parlare di no-global come di un movimento omogeneo, tanto per fare un esempio a genova nel 2001 c'erano movimenti che spaziavano dai cattolici di Lilliput (Alex Zanotelli) fino ai Disobbedienti o ai sindacati, per non parlare poi dei partiti di rappresentanza (come l'ormai extra-parlamentare rifondazione).
Non posso poi che concordare pienamente con chi dice che le cazzate politiche, non sono poi tanto cazzate; credo infatti che i metodi palliativi per tirare una pezza su un buco di sistema si trovino facilmente (vedi aiuti a grappolo nel terzo mondo), l'impostazione invece di un modello di sviluppo che sia realmente sostenibile per la maggior parte delle persone, è sicuramente un procedimento più lungo ma più stabile che può essere raggiunto unicamente con azioni politiche.
Concludo sorridendo e purtroppo constatando la differenza tra le considerazioni di chi cerca di dare risposte ad un argomento, e chi si limita dare giudizi immotivati.
Fino a quando le considerazioni anti no-global saranno in questi termini... Laughing
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